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giovedì 27 agosto 2009
Introduzione ai sistemi antifurto
Un sistema antifurto si compone di tre parti:
Solitamente le centrali possono essere interfacciate con dispositivi che ne permettano la gestione a distanza. Questi dispositivi possono essere chiavi elettroniche, radiocomandi, tastiere. Le moderne centrali, come ad esempio le Tecnoalarm Tp4-20 e TP4-20 GSM che integrano al loro interno un combinatore telefonico o GSM, sono in grado di essere controllate anche tramite telefono o modem.![]() Esistono inoltre interfacce che consentono di collegarsi alla centrale con un PC. L'uso di un computer può risultare di grande aiuto sopratutto in fase di programmazione della centrale. Il collegamento può avvenire via porta seriare RS232, USB oppure anche tramite la rete LAN. L'inconveniente però è che le interfacce ed il software necessario per comunicare con la centrale risultano quasi sempre molto costosi. I sensori e gli altri dispositivi possono essere collegati alla centrale tramite cavo (impianto filare) oppure via onde radio. Vi sono poi impianti misti in cui parte dei dispoditivi sono collegati via cavo e parte via radio. Per quanto riguarda questi ultimi il Ministero delle Poste e Comunicazioni ha assegnato due bande di frequenza, pari a 433MHz e 866MHz. Gli impianti filari sono più difficili da manomettere ma per contro hanno solitamente costi di installazione più elevati, specialmente se sono necessarie opere murarie.Gli impianti radio non richiedono lavori di muratura e quindi linstallazione risulta più rapida e meno costosa. Tuttavia possono presentare problemi dinterferenze o di copertura, specialmenten se si devono installare in abitazioni con muri spessi. Negli impianti radio le centrali antifurto controllano costantemente la presenza dei rilevatori. In pratica la centrale attende un segnale di "Esistenza" chiamato di Supervisione, da parte di ciascun componente. La casa costruttrice dei rilevatori radio stabilisce il periodo entro cui gli stessi devono inviare la trasmissione del segnale di esistenza verso la propria centralina. Negli impianti filari, il tipo di cavo più comunemente utilizzato è quello scheramto a 6 fili 4x0.22+2x0.50 (4 conduttori per i segnali + 2 per l'alimentazione) con omologazione antifiamma. Gli ingressi sulla centrale a cui fanno capo i sensori sono detti zone. Sebbene sia possibile collegare più di un sensore su ogni zona, l'impianto ideale è quello dove ad ogni zona fa capo un solo dispositivo. I programmi di allarme diventano più scalabili e diventa più semplice individuare eventuali guasti. Per andare più nel concreto, si consideri il caso di un appartamento in cui si voglia avere un programma di allarme da utilizzare la notte, quando i proprietari sono all'inetrno dell'appartamento, ed un secondo programma da utilizzare quando i proprietari escono di casa. Supponiamo che in una stanza vi sia una finestra a cui è collegato un contatto magnetico, e che nella stessa stanza vi sia posizionato anche un sensore volumetrico. E' ovvio che il sensore volumetrico dovrà essere escluso dal programma di allarme della notte. Potrebbe infatti essere uno dei proprietari a far scattare l'allarme semplicemente passando nelle vicinanze del sensore. L'esclusione non sarebbe possibile se entrambi i sensori facessero capo alla stessa zona. Negli impianti filari esiste poi un ingresso speciale, detto tamper, che viene utilizzato per rilevare eventuali manomissioni ai sensori o ai cavi stessi. La zona corrispondente a queto ingresso è detta ZonaH24 in quanto è sempre considerata attiva dalla centrale, a prescindere dal fatto che i programmi di allarme siano inseriti o meno. Per un impianto filare i sensori collegati ad un ingresso formano un circuito e la centrale misura l'impedenza ai capi del circuito. La centrale considera la zona in stato di riposo quando il valore dell'impedenza è all'interno di un certo intervallo e in fase di allarme quando il valore dell'impedenza ne è fuori. A seconda del tipo di sensori collegati e della loro configurazione una zona può essere:
La zona tamper è di tipo NC e quindi i sensori collegati su di essa devono essere collegati in serie. A titolo esemplificativo, nella figura riportata sotto vediamo lo schema dei collegamenti nel caso di un contatto magnetico collegato sul primo ingresso, un rivelatore a infrarossi collegato sul secondo ed entrambi collegati al tamper. ![]() Commenti:
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